Aneddoti e racconti dalle pagine della mia vita da zingara fra Roma e Berlino…
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Il 25 Novembre è la giornata mondiale contro la violenza sulle donne. Eh già, che cosa civile. Come non pensare a tutti i casi di cronaca nera, nei quali volti e nomi di donne sono diventati il simbolo di dolore, violenza, soprusi: Hina, Sana’a, le ragazzine violentate nei primi mesi di quest’anno.

Ma la violenza contro le donne non è solo questo: questo è solo un aspetto – probabilmente quello più evidente, quello che per primo non è possibile non condannare – di ciò che la donna vive costantemente.

Perchè la maggior parte della gente (soprattutto dei signori uomini) non sa, non capisce o non vuole capire che, per una donna, violenza è anche:

- sentirsi fare degli apprezzamenti, spesso gratuiti, per strada o sull’autobus

- non poter girare da sola per strada, anche di sera

- vedersi trattare come una bambolina (sei bella? meglio. cortesemente, non parlare, sei bella e basta così)

- dover SEMPRE scegliere tra famiglia e figli da una parte e carriera dall’altra (se volevi fare la mamma dovevi pensarci prima…se volevi fare carriera dovevi pensarci prima…)

- doversi giustificare, molto spesso, già in sede di colloquio (ehm no, non voglio figli…), che sennò il datore di lavoro storce il naso e quindi, storcendo il naso, addio lavoro

- doversi sentire in colpa se si decide di regalarsi una serata da sola o magari in coppia…e il pargolo resta coi nonni

-sentirsi guardate e additate se si è donne moderne, viaggiatrici, aperte (zaino in spalla e via è solo per gli uomini)

- sentirsi guardate e additate se, neomamme, si va in giro con minigonna e tacco a spillo (sei una mamma ormai!!)

 

 

 

La violenza contro le donne è peggio della mafia: è quanto di più cattivo e subdolo possa produrre una civiltà. In nome di questo grande dono che madre natura ci ha fatto, la maternità, tutto il resto deve passare in secondo piano. Tutto deve essere sacrificato. Io insegnerò ai miei figli a lottare, sempre, a fare del proprio cervello un’arma con cui combattere e vincere. Fra qualche anno spero che…sia femmina, forte, intelligente e tanto palluta da diventare una donna in carriera col tacco e spillo e bella da morire.

 

15 Novembre 2009 alle 13:03


10 Commenti a “25 Novembre: Giornata Mondiale contro la Violenza sulle Donne”
  1. 1
      violacolor scrive:

    bel post… si fa x dire visto ke è tristemente… vero –

    alla fine tu dici spero ke mia figlia etc…

    vedi? vuoi ke tua figlia cambi e diventi forte e…

    xke NON gli uomini ?

    .)

    grz e b domenica

    v

  2. 2
      antonio scrive:

    il 25 novembre è una giornata da non dimenticare per i suoi contenuti.

    Occorre menzionare più spesso la parola “rispetto”

    verso le donne…

  3. 3
      cifone scrive:

    ciao dani, sempre interessanti i tuoi “post”; ti ringrazio della visita

    un abbraccio

  4. 4
      InPuntaDiPenna scrive:

    In primis grazie del tuo bah sul post probabilmente più stupido che ho scritto (ma si sa che son quelli che tirano di più) e per non aver soprattutto motivato il bah.

    Riguardo al tuo post penso sia un processo evolutivo molto molto lento quello della donna nella società, penso non basti schioccare le dita o bruciare un reggiseno per cambiare qualcosa che va ben oltre la società.

    Parlo di istinto e parlo di progresso.

    Un esempio banale, quando l’uomo ha cominciato a coprirsi con le pelli ha cominciato a perdere i peli. Non gli son caduti tutt’ora neppure dopo così tanti (chissà quanti) anni (e anche le donne devo dire per esperienza hanno questo problemino) anche se lo sfoltimento continua per natura.

    Con la questione donne, la donna (come per molti animali) nella maggior parte dei casi storicamente ha avuto altri compiti, quali selezionare la specie, accudire i cuccioli, governare la famiglia ed essere protetta e servita nei compiti più gravosi. E’ insito ancora nella nostra cultura tutto questo e anche chi lo accetta non ne è esente. Tenete duro, non per voi, non per le vostre figlie ma forse per le vostre nipoti. Le cose cambiano, ma serve tempo, molto molto tempo. E’ questione di istinti, non di volere.

    -Gli apprezzamenti sui bus possono essere fastidiosi ma a volte innocui e dovuto a quanto detto prima.

    -Non poter girare di notte dipende dalle bestie che ci sono in giro e non dai maschilisti e dividerei nettamente le due cose.

    -Vedersi trattare come una bambolina credo sia spesso colpa della persona nello specifico. Penso che ci si possa far valere a prescindere della bellezza (o della bruttezza).

    -il dover scegliere tra famiglia, figli e lavoro è una di quelle cose che si modificheranno con altri decenni o secoli. Rimane il fatto che partorirete sempre voi, avrete sempre squilibri ormonali, depressione post-parto, un legame materno e protettivo con i figli. Cose che evidentemente leggendo il post vedi (ahime) come sbagliate.

    -doverlo giustificare a un datore di lavoro non è giusto, tuttavia dovrebbero esserci più tutele per tutti, e penso la legge tuteli troppo poco gli interessi del datore di lavoro in quel momento (per esempio poter assumere qualcuno momentaneamente o affiancare prima per sostituire durante). Punto molto delicato comunque.

    -Doversi sentire in colpa se il pargolo rimane dai nonni? Questa mi è nuova, probabilmente sono i nonni a farvi sentire in colpa. O forse è un senso di colpa che nasce da dentro per dei sentimenti che si cerca di sopire facendo la parte della superdonna.

    -Quella dello zaino e via mi sembra una minchiata terribile. Solamente noi possiamo non prendere gli assorbenti, ma nessuno addita mai nessuo e anzi apprezzo molte donne che prendono e partono come non riesco a fare nemmeno io.

    -La minigonna post parto è una violenza delle donne sulle donne (anche la precedente a dire il vero). L’uomo farà le battute di cui al punto 1 di questa lista e basta per una minigonna. A meno che non sia una minigonna portata sguaiatamente o in un momento di calo fisico post parto che alla fin fine è solo un capriccio scomodo.

    Trovo brutto far passare le cose belle delle donne come il vostro più grande limite. Trovo che la cattiveria venga dalle bestie e da altre donne di idee arretrate più che dagli uomini. E sperare che la propria figlia sia come la mamma vorrebbe essere ma non è riuscita è una bella cosa da pensare. Perchè essere palluta vuol dire superare gli stessi ostacoli che hanno fermato la madre.

    Disponibile per insulti e commenti.
    Ciao.

  5. 5
      InPuntaDiPenna scrive:

    Anche se con un minimo di veleno e di gioco, la questione del bah era solamente un dubbio che non traspiri in qualunque modo l’amore per la donna in quanto tale. L’eccessiva mercificazione e appiattimento delle donne da tv al mio post. Volevo solo qualche spiegazione in più.

    Spero anche nel commento al tuo di non esser andato oltre il sincero apprezzamento per le donne che rimarranno donne nelle barzellette come i carabinieri. Chi crede che tutti i carabinieri siano stupidi o che al giorno d’oggi ci siano li dentro più stupidi che in qualsiasi posto? Nessuno…

    Ma nella realtà il cambiamento sta avvenendo ma non sarà presto completo… Spero anche rileggere il mio commento alla lista possa far bene a donne e uomini…

    Per donne e uomini prima di tutto la violenza maggiore è non accettarsi per quello che si è stati, quello che si è e quello che si sta lavorando per diventare…

    Il resto, quello che entra nell’ambito delle bestie, forse nessuna giornata di commemorazione potrà purtroppo cambiarlo per ora…

  6. 6
      sdat scrive:

    ciao carissima,

    io credo tu abbia male impostato il concetto,

    condivisibile ma vulnerabile nella sua esposizione,

    basta leggere sotto…

    forse questo problema meriterebbe un approccio diverso

    ti saluto con stima e simpatia

    TADS

  7. 7
      BiBi scrive:

    Dovrebbe essere il 25 novembre tutto il resto dell’anno. Almeno per noi uomini.

    Beh auguri per la futura amazzone ;)

  8. 8
      sdat scrive:

    scusa Dani,

    rileggendo il mio commento di ieri non ho trovato allacci alla tua risposta da me, mi è sfuggito qualcosa?

    posso inserirti nella lista dei blog da me consigliati sul mio spazio?

    TADS

  9. 9
      sdat scrive:

    sei ufficialmente entrata a far parte di quelli che…

    “preferiscono la finestra alla minestra”

    se questo argomento lo lasci ancora un pochino in testa,

    appena ho tempo intervengo in modo più approfondito

    salutoni

    TADS

  10. 10
      sdat scrive:

    è chiaro che il tuo post può solo essere condiviso, se non trasparisse dalle righe un sentimento profondo, rasenterebbe il populismo, per la sua naturale ovvietà

    se invece vogliamo vedere le cose da angolazioni più articolate non possiamo esimerci dal fare alcune considerazioni

    non voglio partire dalle concezioni Darwiniane sulla evoluzione, la prendo più corta, negli ultimi 50 anni il mondo è cambiato molto di più di quanto non abbia fatto nei precedenti 2.000, sicuramente l’universo femminile è quello che più si è visto modificare assetti e scenari

    l’apertura di nuovi orizzonti spesso è andata a cozzare con quel tradizionalismo maschile duro a morire, addirittura ciò che doveva essere una “condivisione” è stata interpretata come “sottrazione” oppure “usurpazione”, cosa che ha provocato l’innalzamento di ipotetiche barriere, mura protettive, atteggiamento tipico di chi vive la sensazione di essere spodestato imminentemente

    per contro la donna non si è adoperata più di tanto per “addolcire” una pillola vissuta come un evento luttuoso dal potere maschile e maschilista, forse, dico forse, il tipico fagocitare della fretta ha responsabilità tutt’altro che relative nell’esser giunti a tal guisa

    non è facile ibridare il ruolo di moglie, madre, donna in carriera, concordo in toto, è altrettanto vero che sono sempre più numerosi i maschietti che rinunciano a metter su famiglia per dedicarsi totalmente alla propria realizzazione professionale, sono scelte, non ci vedo discriminanti nè svilenti modus operandi

    sul resto… ho girato il mondo in largo e in lungo, di donne “zainetto in spalla” ne ho incontrate tantissime, credo che certi pregiudizi siano ormai in agonia, per quanta riguarda il look, è Lapalissiano che ognuno abbia il diritto di vestirsi come gli pare, ci sono quelle che vanno al veglione di capodanno in jeans e scarpe da tennis e quelle che vanno alle 10 del mattino al mercato per comprare i broccoletti con tacchi a spillo e autoreggenti, magari truccate in modo tale da trasformare la propria faccia in una sorta di tavolozza di Giotto… il folclore esiste

    concludo con una riflessione, i diritti non devono offuscare la logica, vestirsi come una ballerina di lap dance è un diritto, passeggiare così conciata alle due di notte in una zona a rischio forse è poco opportuno, questo non giustifica e non vuole giustificare niente, neanche io andrei in giro in certi posti con tanto di rolex e catenazza d’oro da due chili appesa al collo. La realtà, molto poco politically correct, dice che se io faccio ciò che ho detto sono un coglione, una donna seminuda che va tra i lupi è una vittima del “maschilismo”, questo modo di pensare non aiuta le donne

    alla prox

    TADS

 

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