Sono passati tanti anni da quando ho letto per la prima volta il Diario di Anna Frank. Se non ricordo male ne girava una vecchia copia qua in casa, sepolta nel mare di libri che da sempre contraddistingue la mia famiglia. Mia madre me ne aveva parlato più e più volte…l’aveva letto da ragazzina ed era rimasta da subito colpita dalla figura di questa bambina costretta a vivere in una soffitta per scampare alle barbarie naziste. Non so nemmeno come accadde che iniziai a leggere il Diario, so solo che lo finii in un attimo.
La storia di Anna Frank la conoscono tutti e non è questo che ho intenzione di fare con questo post. Quello che mi ha sempre colpito è che questo libro è uno dei pochi che tutti hanno letto almeno una volta in vita loro. Tra i miei amici, parenti e conoscenti non c’è una persona che non l’abbia letto. Milioni di libri sono stati scritti sull’Olocausto, migliaia di saggi sono stati dibattuti, ma il Diario di Anna Frank è e rimane per me (ed evidentemente non solo per me) un’opera unica: semplice e innocente come solo lo scritto di una ragazzina poteva essere, duro e veritiero come solo la storia ci ha insegnato poi. In quel libro c’è tutta la Storia della Seconda Guerra Mondiale: ciò che va al di là di nomi, date, battaglie e cose del genere si ritrova qui. Dolore. Rabbia. Paura. Sconcerto. Speranza. La forza di sapersi emozionare ancora semplicemente guardando il cielo.
Ho letto centinaia di libri in vita mia, molti sicuramente anche di maggior pregio letterario, e probabilmente il Diario non è nemmeno il mio libro preferito, ma certamente – anche a distanza di tanti anni – il Diario resta sempre il "mio" libro, quello che mi ha fatto crescere. Un libro che ogni ragazzino dovrebbe leggere, per non dimenticare. Ma soprattutto per imparare un esempio vero di vita, amore e umiltà.


forse il “diario” più che un libro
dovrebbe essere considerato un “percorso” di vita,
una metafora esistenziale ever green
un saluto
TADS
2 Febbraio 2010 @ 10:48mh … sn dacc con sdat
16 Febbraio 2010 @ 16:55ciaomiao
.)
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